Farmaci, terapia del dolore, riabilitazione e supporto psicologico: come si cura la sindrome dolorosa regionale complessa con un approccio precoce e multidisciplinare.
Non esiste una terapia unica valida per tutti. L'algodistrofia si cura con un approccio multidisciplinare, che combina farmaci, tecniche di terapia del dolore, riabilitazione e supporto psicologico, ed è tanto più efficace quanto più è precoce.
Gli obiettivi sono tre: ridurre il dolore, recuperare il movimento e la funzione dell'arto, e permettere il ritorno alle attività quotidiane. Le prove di efficacia dei singoli trattamenti sono variabili e la risposta cambia da persona a persona: per questo la terapia va personalizzata e rivalutata nel tempo dallo specialista. Tutti i farmaci citati in questa pagina vanno assunti solo su prescrizione e sotto controllo medico.
La scelta del farmaco dipende dalla fase della malattia, dai sintomi prevalenti e dalle condizioni generali della persona. Non assumere né sospendere farmaci di tua iniziativa.
Sono farmaci che agiscono sul metabolismo dell'osso. In Italia il neridronato è autorizzato per il trattamento della CRPS di tipo I: va prescritto dallo specialista e si usa preferibilmente nelle fasi precoci della malattia. Anche altri bisfosfonati sono stati studiati in questa sindrome.
Possono essere usati per brevi cicli nella fase acuta, quando prevalgono infiammazione, gonfiore e calore. Il medico ne valuta l'indicazione e la durata in base ai benefici e agli effetti indesiderati.
Alcuni antiepilettici, come i gabapentinoidi, e alcuni antidepressivi agiscono sui meccanismi del dolore di origine nervosa, come il bruciore e il dolore al tocco leggero. Si usano sempre su prescrizione, con dosi aumentate gradualmente dal medico.
Gli antinfiammatori non steroidei e gli analgesici comuni hanno in genere un'efficacia limitata sul dolore dell'algodistrofia. Possono essere utili in alcune fasi, ma non vanno assunti a lungo senza indicazione medica.
Creme, cerotti o gel applicati sulla pelle, per esempio con anestetici locali o altri principi attivi, possono dare sollievo in alcune persone, soprattutto quando il dolore è localizzato e provocato dal contatto.
Quando il dolore non risponde abbastanza ai farmaci e impedisce la riabilitazione, lo specialista può proporre tecniche eseguite nei centri di terapia del dolore.
L'iniezione di un anestetico locale vicino ai gangli del sistema nervoso simpatico o a un nervo può ridurre il dolore per un certo periodo, aprendo una "finestra" in cui la fisioterapia diventa più facile. L'effetto varia da persona a persona.
Un piccolo dispositivo impiantato invia impulsi elettrici al midollo spinale o ai nervi per modificare la percezione del dolore. È riservato a casi refrattari selezionati, dopo una valutazione approfondita e un periodo di prova.
In casi selezionati e resistenti alle altre terapie, alcuni centri utilizzano la ketamina per infusione. Si tratta di un trattamento da eseguire solo in ambito specialistico ospedaliero, con monitoraggio, e le prove di efficacia sono ancora limitate.
Sono parte integrante della cura fin dall'inizio, non un'aggiunta finale.
Il movimento graduale, la desensibilizzazione e il controllo del gonfiore aiutano a recuperare la funzione e a evitare rigidità e perdita di forza. Il programma va calibrato sul dolore, senza forzature.
Riabilitazione →Aiuta a riutilizzare la mano o il piede nelle attività quotidiane, con esercizi, strategie e, se servono, piccoli ausili, per tornare gradualmente all'autonomia a casa e al lavoro.
Riabilitazione →Il dolore cronico pesa sull'umore, sul sonno e sulle relazioni. Il supporto psicologico, per esempio con tecniche di gestione del dolore e dello stress, aiuta ad affrontare la malattia e a seguire meglio il percorso di cura.
Vivere con l'algodistrofia →In molte persone, soprattutto quando la diagnosi e la cura sono precoci, i sintomi migliorano in modo significativo fino a risolversi. In altri casi la malattia può durare a lungo e richiedere una gestione nel tempo. Il decorso è variabile e va seguito dallo specialista.
È un farmaco che va prescritto e somministrato secondo le indicazioni dello specialista, per esempio il reumatologo, in presenza di una diagnosi di CRPS di tipo I. Lo specialista valuta anche le condizioni per l'eventuale rimborsabilità nel Servizio Sanitario Nazionale.
No, l'immobilizzazione prolungata peggiora l'algodistrofia. È importante muovere l'arto in modo graduale, rispettando il dolore, con il programma indicato dal fisiatra e dal fisioterapista. Trovi maggiori dettagli nella pagina Riabilitazione.
Scopri come la fisioterapia e la riabilitazione aiutano a recuperare la funzione dell'arto, oppure trova un reumatologo consigliato.