Muovere l'arto in modo graduale, senza forzare e senza immobilizzare: i principi, le tecniche e le fasi del percorso riabilitativo nell'algodistrofia.
Nell'algodistrofia il dolore spinge a non usare l'arto, ma il non uso peggiora la rigidità, la perdita di forza e la stessa percezione del dolore. La riabilitazione è quindi una parte essenziale della cura, accanto alle terapie farmacologiche.
La regola è l'attività graduale: rispettare il dolore senza immobilizzare l'arto, aumentando poco per volta il carico e il movimento. Il programma è guidato dal fisiatra e svolto con il fisioterapista e, quando serve, con il terapista occupazionale. Lavora anche sul modo in cui il cervello "rappresenta" l'arto colpito, con tecniche come la graded motor imagery.
Il fisioterapista sceglie e combina le tecniche in base alla fase della malattia, all'intensità del dolore e agli obiettivi della persona.
Si parte da movimenti e attività tollerabili e li si aumenta poco per volta, rispettando il dolore senza però lasciarsi bloccare. L'obiettivo è che l'arto torni a essere usato.
Il contatto con tessuti e materiali di consistenza diversa, dal più morbido al più ruvido, aiuta a ridurre l'ipersensibilità della pelle e il dolore al tocco leggero (allodinia).
Posture con l'arto sollevato, movimenti attivi, eventuale linfodrenaggio e, se indicato, indumenti compressivi aiutano a ridurre il gonfiore e a migliorare la mobilità.
Esercizi per recuperare l'escursione delle articolazioni, eseguiti prima di tutto dalla persona stessa, seguiti da esercizi di rinforzo muscolare e di coordinazione quando il dolore lo consente.
Un programma in tre tappe: riconoscimento della lateralità (distinguere su immagini mani o piedi destri e sinistri), immaginazione motoria (immaginare i movimenti senza eseguirli) e mirror therapy (muovere l'arto sano davanti a uno specchio che nasconde quello malato).
Allena l'uso dell'arto nelle attività quotidiane, come vestirsi, cucinare, scrivere o camminare, e suggerisce strategie e ausili per tornare all'autonomia a casa e al lavoro.
Gli esercizi in acqua sfruttano il sostegno e la resistenza dell'acqua: alleggeriscono il carico e permettono movimenti che a secco sarebbero troppo dolorosi, soprattutto per arto inferiore e piede.
Capire come funziona il dolore persistente e perché il movimento non danneggia l'arto aiuta a ridurre la paura del movimento e a partecipare con più fiducia al programma.
Le fasi si adattano a ciascuna persona e non hanno una durata fissa: il passaggio da una all'altra dipende dalla risposta al trattamento.
Il fisiatra valuta dolore, gonfiore, movimento e funzione e definisce con la persona gli obiettivi del progetto riabilitativo.
Si spiega che cos'è l'algodistrofia, perché il movimento è importante e come gestire il dolore nella vita di tutti i giorni.
Desensibilizzazione, controllo del gonfiore e prime tappe della graded motor imagery quando il dolore è ancora intenso.
Mobilizzazione attiva, mirror therapy ed esercizi in acqua per recuperare gradualmente l'escursione articolare.
Rinforzo muscolare, carico progressivo, coordinazione e allenamento nelle attività quotidiane con la terapia occupazionale.
Ritorno alle attività abituali e al lavoro, con un programma di esercizi da proseguire a casa e controlli periodici.
Il medico di medicina generale prescrive con impegnativa la visita fisiatrica, che si prenota tramite CUP con pagamento del ticket dove previsto.
Il fisiatra definisce il progetto riabilitativo individuale, con obiettivi, tipo di trattamenti e numero di sedute, e prescrive le prestazioni necessarie.
Le sedute si svolgono negli ambulatori di riabilitazione pubblici o accreditati. Modalità e tempi di accesso possono variare da Regione a Regione.
Non sempre. Nell'algodistrofia un certo fastidio durante gli esercizi è spesso inevitabile, ma il dolore non deve aumentare molto né restare più intenso nelle ore successive. Il fisioterapista calibra il carico proprio su questo: se il dolore peggiora molto, il programma va adattato.
È una tecnica in cui si muove l'arto sano davanti a uno specchio posto in modo da nascondere quello malato: il cervello "vede" l'arto colpito muoversi senza dolore. Fa parte della graded motor imagery e va svolta con la guida di un fisioterapista.
Sì, ed è importante. Il fisioterapista insegna un programma di esercizi da svolgere ogni giorno a casa, che completa le sedute in ambulatorio e aiuta a mantenere i risultati nel tempo.
Consulta i fisioterapisti consigliati da algodistrofia.it oppure gli ortopedici che possono valutare il tuo percorso dopo un trauma o un intervento.